Suvvia, un po’ di flessibilità!


Quando mi sono iscritta in palestra a circa cinquant’anni, ho effettuato alcuni test. Uno di questi riguardava la flessibilità. Ci si siede, collegati a un macchinario e, utilizzando una leva, ci si allunga il più possibile, mantenendo le gambe distese e i piedi a martello. Ebbene, i miei risultati erano a dir poco sconfortanti. Erano anni che non svolgevo alcuna attività fisica! In pratica, i muscoli, non allenati, non si allungano.

Seguite il link su Wikipedia per la definizione esatta.

Ma non è soltanto una questione di allenamento, perché lo stretching assume un ruolo molto importante nel miglioramento di questa caratteristica. Senza contare che il grasso corporeo non aiuta… Dopo una certa età, siamo meno flessibili.  Ho già scritto dell’esempio di allacciarsi le scarpe a 80 anni.

Stavo dicendo che ero un caso disperato. La buona notizia è che non esistono “casi disperati”. Dopo qualche anno di lavoro intenso, ho mollato tutto, ma per fortuna due anni fa ho ripreso ad allenarmi seriamente e sono riuscita anche a perdere anche una ventina di chili, il che non guasta, specialmente quando la soddisfazione di non frequentare più il reparto taglie forti ti spinge a lavorare ancora di più.

Al termine di ogni allenamento, faccio stretching tenendo le gambe in alto su una macchina che permette di regolare sia l’inclinazione delle gambe che la posizione del piede. Su questa macchina c’è una misurazione in gradi. Quando la usai la prima volta, dieci anni fa, il massimo dell’inclinazione da me raggiunta era di 44 gradi. Per cui mi sono sempre divertita a osservare il mio livello di flessibilità, dato che sarebbe potuto solo migliorare! Oggi sono stata comodamente sdraiata con le gambe inclinate di 85 gradi. E se non sono soddisfazioni queste…

Per maggiori informazioni:

My personal trainer

Project Invictus

 

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1 Response to Suvvia, un po’ di flessibilità!

  1. Pingback: Grassi contro Magri | paolapandolfini

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